In vigore dal 1° ottobre, il contratto accompagna il lavoro nelle associazioni e nelle altre organizzazioni del settore fino al 2029
Un nuovo quadro contrattuale per chi lavora nelle associazioni e nelle altre organizzazioni del Terzo settore. È in vigore dal 1° ottobre 2026 il rinnovo del contratto collettivo nazionale sottoscritto il 14 settembre da ConfimpreseItalia, AiFOS, Assoesercenti, Ital PMI, UCI, UNCI e Valitalia PMI, per la parte datoriale, e da FESICA Confsal per i lavoratori.
L’accordo, identificato dal codice CNEL T19H, disciplina la parte economica e normativa per il triennio che si concluderà il 30 settembre 2029.
Il rinnovo riguarda un ambito nel quale la professionalità dei lavoratori è strettamente legata alla qualità dei servizi offerti alle persone e alle comunità. Le organizzazioni del Terzo settore perseguono finalità civiche, solidaristiche e di utilità sociale: valorizzare il lavoro al loro interno significa quindi sostenere anche la continuità e l’efficacia delle attività rivolte ai cittadini. Un equilibrio importante, soprattutto per le realtà che operano con risorse e finanziamenti non sempre sufficienti.
Il nuovo testo sostituisce la disciplina contrattuale del 20 luglio 2023 e interviene sull’insieme del rapporto di lavoro: dalle relazioni sindacali alle tipologie contrattuali, dall’organizzazione del rapporto alle retribuzioni, fino alla salute e alla sicurezza. Un rinnovo come un accordo che tiene insieme tutele, flessibilità e innovazione.
Per FUEB, l’Ente bilaterale nato dalla contrattazione tra FESICA CONFSAL e UNCI, l’aggiornamento si inserisce in un contesto di attenzione condivisa alla qualità del lavoro. La collaborazione tra rappresentanze datoriali e sindacali costituisce infatti il fondamento della sua missione: promuovere formazione e aggiornamento professionale, favorire il benessere dei lavoratori e accompagnare lo sviluppo delle imprese.
Contrattazione collettiva e bilateralità sono strumenti distinti ma complementari: la prima definisce regole e tutele del rapporto di lavoro; la seconda può affiancare imprese e lavoratori con servizi e iniziative, secondo le previsioni contrattuali e i rispettivi ambiti di competenza. È in questa prospettiva che il dialogo tra le parti sociali può tradursi in percorsi di crescita professionale, prevenzione e miglioramento delle condizioni di lavoro.


